Ciao a tutti,
come secondo passo verso l’utilizzo corretto delle , dopo aver sommariamente parlato delle attrezzature, parleremo oggi del loro corretto utilizzo nelle diverse condizioni di . Iniziamo quindi con una veloce descrizione delle condizioni di e come esse possano influenzare il risultato dello scatto. Diciamo che, senza troppi giri di parole, la condizione ideale per poter fare dei buoni scatti, non esiste, o meglio che, a seconda del tipo di immagine che vogliamo otterere, dovremmo scattare con o senza flash, oppure utilizzare dei filtri colorati per compensare le dominanti della tipologia di presente nell’ambiente in cui viene scattata. Ma facciamo degli esempi pratici….
1) ore 12.00 am siamo all’aperto, abbiamo una macchina fotografica con il flash come ci comportiamo? La situazione ci porterebbe a credere che essendo noi in esterno la basta ed avanza. Invece no perchè a quell’ora il sole si trova nel punto più alto favorendo così la generazione di ombre dall’alto verso il basso ad esempio sul viso o sul soggetto della . Una soluzione potrebbe essere quindi quella di utilizzare un flash per neutralizzare le ombre create dal sole e che solitamente appiattiscono i colori ed i toni. Un’altra sarebbe nell’utilizzo di un pannello riflettente come quelli utilizzati nel cinema o nella fotografia professionale. Visto che però noi non siamo professionisti ma ci piace evidentemente ottenere un risultato “da professionista”, potremmo utilizzare ad esempio dei fogli di carta argentata applicati su di un foglio di cartone spesso. Utilizzate ora questo pannello per reindirizzare la del sole sulle zone d’ombra del soggetto. Otterrete un effetto nettamente superiore a quello del flash che tende in molte situazioni e specialmente quando scattiamo con macchine digitali compatte, a bruciare l’immagine (i colori si uniscono solitamente per la troppa sparata dal flash). Provate con i pannelli realizzati e anche,in alternativa, con dei vassoi dorati tipo quelli delle pasticcerie. Il fondo dorato darà un effetto probabilmente più caldo rispetto alla carta argentata.
2) ore 20.00 (estate)..tramonto sull’acqua..vorremmo immortalare la nostra fidanzata di fronte a noi e con il sole alle sue spalle. Senza l’ausilio di nessun dispositivo di illuminazione, l’effetto normale sarebbe quello di avere la del sole che tramonta che illunima tutto e che viene catturata nella nostra immagine, ma il soggetto in primo piano completamente, o quasi vista l’intensità calante della al tramonto, scuro!!
Per evitare tutto ciò quindi possiamo agire utilizzando il flash per schiarire il soggetto in primo piano senza  creare nessun effetto dannoso nei confronti della restante porzione di (vista anche la lontananza della scena alle spalle!).
3) ore 23.00 notte piena. In città a scattare ai monumenti. Mi è capitato diverse volte di incotrare persone a fare fotografie a soggetti tipo monumenti e piazze in piena notte con macchine fotografiche digitali o tradizionali con la certezza che il loro flash potesse in qualche modo illuminare a giorno tutta la piazza o tutto il monumento compresi i soggetti posti davanti (amici o parenti). IMPOSSIBIL MISSION!!
L’unico modo per riuscire a catturare qualche bel fotogramma non è di sicuro il flash che per quanto potente non riuscirebbe mai ad illuminare una porzione di quadro così vasta, ma è aumentare il tempo di esposizione. In poche parole succede questo: la quantità di è poca e utilizzando gli stessi parametri che utilizzeremmo di giorno, la che attraversa le lenti del nostro obbiettivo e che si va a fissare sulla pellicola (o che passa attraverso il microchip nel caso delle digitali), in un lasso di tempo breve (solitamente 1/125 di secondo), è assolutamente poca. Soluzione a questo piccolo inconveniente è l’utilizzo di un tempo maggiore di esposizione (che può variare dai 4 ai 7-8 secondi) per dare modo alla necessaria, di compiere il viaggio verso l’impressione sul negativo. Cominciamo ad affrontare in questa lezione ma approfondiremo nelle prossime, le problematiche relative a l’interazione di “tempi di scatto” e “apertura dell’otturatore”. Ma tornando alla nostra in notturna, una volta che siamo riusciti a capire quanti secondi di scatto dobbiamo impostare e quali sono le relazioni tra e tempo, non dobbiamo dimenticare un strumento indispensabile è il cavalletto. Avremmo altrimenti interessanti, con l’esatta quantità di necessaria ma…MOSSE!!!…per il momento ci fermiamo qui…commentate e chiedetemi quanto non chiaro..

A presto  [a]

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